I.I.S. "M.LAENG-A.MEUCCI" - Polo Scientifico Tecnologico

 

“Mio figlio Emanuele aveva 16 anni quando la sera del 23 novembre 2013 andò ad una festa di compleanno con amici maggiorenni dove giravano droghe sintetiche che lui decide di provare insieme ad altri ragazzi. Ad un certo punto si sentì male e si fece accompagnare a casa. Con un amico, invece di entrare in casa, si diresse verso il paese per cercare di riprendersi, avvicinandosi al fiume Chiese, che attraversa Gavardo. Ad un tratto, con la mente offuscata dalla droga, Emanuele si mise a correre e si tuffò, come impazzito, scomparendo nelle acque gelide….”

Sono bastate queste poche parole per trasformare l’allegro vociare di 400 studenti dell’IIS LAENG e degli Istituti Comprensivi di Osimo in un silenzio irreale. A parlare Gianpietro Ghidini, presidente della Fondazione EmaPesciolino Rosso, ospite degli studenti dell’Istituto LAENG nella prima assemblea d’Istituto di quest’anno, giovedi 26 ottobre al Palabellini di Osimo.

Non appena papà Gianpietro ha preso la parola per raccontare la storia di Emanuele e della nascita della Fondazione , gli sguardi, dapprima un po’ scanzonati dei ragazzi, si sono fissati su di lui, commossi, e via via più coinvolti.

E Gianpietro è un fiume in piena…dice che questo di Osimo è l’incontro 999, racconta che quando quel 23 novembre alle tre di notte viene svegliato e corre al fiume, vedendo il caos indescrivibile di ambulanze, vigili del fuoco, carabinieri, gente ovunque pensa di farla finita. Ma qualcosa lo blocca, pensa alla moglie, alle figlie Alessandra e Giulia, a tutti quelli che gli vogliono bene e un sogno gli restituisce un’energia inspiegabile, inesauribile, come se l’energia di Ema fosse entrata dentro di lui. Dieci giorni dopo il funerale di Emanuele nasce la Fondazione PesciolinoRosso. Con energia, tenacia e rabbia Gianpietro urla ai ragazzi che “può bastare una sola volta per perdere la vita o la propria libertà. Per diventare uomini o donne, per crescere bisogna avere il coraggio di dire di NO! alle cose sbagliate.” Fa autocritica Gianpietro “il mondo che stiamo consegnando a voi ragazzi – dice - ha molte cose che non vanno, per anni noi adulti abbiamo sbagliato strada, facendoci convincere che la sicurezza economica e i beni materiali fossero l’obiettivo della nostra vita. Voi giovani siete la nostra speranza per un mondo migliore, ma dovrete avere coraggio e forza di migliorarlo, mettendovi in gioco, ringraziando ogni giorno per ciò che si ha, impegnandovi, costruendo relazioni basate sulla fiducia e sul rispetto reciproco e soprattutto allontanandovi da un mondo fatto di canne, alcool e di cose superficiali”. Lui la chiama RIVOLUZIONE RAP, acronimo che sta per “Ringraziare, aiutare, prepararsi”.

Due ore di emozioni impalpabili, un’iniezione di fiducia e di coraggio, molti sono gli occhi lucidi. E alla fine c’è la fila per stringere la mano, per abbracciare o fare una foto con questo papà che li accoglie e li ascolta tutti, si commuove insieme a loro.

 

Prof.ssa Lorena Tricarico

 

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