I.I.S. "M.LAENG-A.MEUCCI" - Polo Scientifico Tecnologico

 

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Sabato 11 marzo 2017, dalle ore 8,30 alle 10,30, presso la Biblioteca dell’Istituto “A. Meucci” di Castelfidardo, si è tenuto un interessante seminario sul tema:Donne e profumi nel mondo antico”. Tale iniziativa ha coinvolto gli studenti della 1 ALSA, 1 A IT e 1 B IT.

Il convegno è stato sponsorizzato dal Lions Club, dal Comune di Castelfidardo, dall’I.C. “Paolo Soprani”, dall’UNITRE di Castelfidardo e dall’FT NEWS. In occasione della festa della “Festa delle donne, venerdì 10 marzo, alle ore 17,30, la conferenza era già stata aperta al pubblico presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Soprani”.

Nella nostra scuola, invece, dopo una breve introduzione del portavoce del Lions Club fidardense, ha preso la parola la prof.ssa Erika Maderna, la quale, a seguito di una approfondita introduzione sulla simbologia dei profumi, ha spiegato le antiche tecniche di estrazione degli aromi nel mondo egizio, mesopotamico e classico. La docente si è soffermata sulle primitive tecniche di distillazione, spremitura, macerazione ed infioraggio. Successivamente ha illustrato con minuzia di particolari le materie prime e le tecniche di conservazione dei profumi. Per concludere, ha letto un paio di ricette tratte dalla “Naturalis Historia” di Plinio.

Dopo una breve pausa, la conferenza è ripresa con l’accurato intervento delle prof.sse Paola Di Silvio e Francesca Bianchi sul tema “Il profumo nel mondo antico”.

Le relatrici hanno fatto un’introduzione sul significato del termine profumo che si può definire come una sostanza volatile che si percepisce soltanto con l’olfatto. I profumi sono nati come sostanza liquida utilizzata per ungere le statue divine. Questo perché si pensava che le divinità e i luoghi sacri fossero caratterizzati da un profumo particolarmente intenso. Infatti, nei miti gli dei, scesi dal Monte Olimpo, con sembianze umane, venivano riconosciuti dai mortali in base alla particolare fragranza che essi emanavano. In seguito il profumo inizia ad assumere anche una funzione medicinale poiché frequentemente conteneva erbe e principi attivi che, se spalmati sul corpo, potevano creare una barriera contro la sporcizia, il sole e le punture di insetti. Ad un certo punto il profumo riveste una tale importanza nella società romana che una fragranza veniva attribuita sin dalla nascita ad ogni bambino, rimanendo sempre la stessa fino all’età adulta. Con il trascorrere del tempo, per gli atleti quella di mettersi un profumo prima delle gare diventò una superstizione, quasi a trovare un punto in comune con le divinità, per propiziarsi dunque il loro appoggio. Per quanto concerne le “profumerie” dell’antichità citiamo quella di Pyrgos, una località dell’isola di Cipro, in cui si trovava un’area lavorativa delle essenze rimasta intatta per secoli. Essa aveva una zona centrale in cui venivano riposti gli oli e dei particolari forni. Questo sito è stato abbandonato a causa di un grande terremoto che ha fatto crollare l’edificio principale, le cui macerie hanno protetto preziosi reperti, tra i quali anche alcune boccette di antichi profumi. Ciò ha permesso di poterne analizzare il contenuto e la composizione e di poterli dunque riprodurre.

Prof.ssa Raffaella De Sanctis

(Addetto Stampa per la Sede di Castelfidardo)

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